COME LAVORO DAVVERO CON I GENITORI
- Elena Serbin
- 2 giorni fa
- Tempo di lettura: 2 min
Quando un genitore arriva da me, non arriva mai “ordinato”.
Arriva dentro qualcosa.
Confusione.Fatica.Colpa.A volte rabbia.A volte solo stanchezza.
E quasi sempre una frase sotto:
“Non so più cosa fare.”
Non partiamo mai dal capire subito.
Non avrebbe senso.

👂 Si parte da un’altra cosa
Si parte dalla relazione.
Da come la Persona sta dentro quello che sta vivendo.
Mi impegno a non stare davanti al problema.
Con la persona.
Dentro il suo modo di stare in quella relazione con il figlio.
🌿 E questo cambia tutto
Perché quando una persona non si sente corretta…
ma davvero ascoltata…
inizia a rallentare.
Non subito.
Ma succede.
E quando rallenta, succede una cosa semplice:
inizia a vedersi.
Non in modo teorico.
In modo molto concreto.
Come reagisce.Come si irrigidisce.Come si sente in colpa.Come si perde dentro certe dinamiche con il figlio.
🧠 Non è il problema il centro
Il centro non è “il figlio che non ascolta”.
Non è “il comportamento da correggere”.
Il centro è la relazione.
Quello che succede tra i due.
E quello che succede dentro il genitore mentre tutto questo accade.
💬 Io sto lì con te
Non sopra.
Non fuori.
Dentro.
Con la Persona.
Con il suo modo di stare in quella relazione.
E da lì non serve spiegare troppo.
Perché quando una Persona si sente vista senza giudizio…
inizia già a cambiare posizione dentro se stessa.
🌱 E questo è il punto più delicato
Non diventa subito “più brava”.
Non diventa “più giusta”.
Diventa più presente.
E soprattutto… meno persa, più se stessa, più “conosciuta”.
🔧 Poi entra la comunicazione
Carl Rogers è la base.
La relazione prima di tutto.
Ascolto.Accoglienza.Non giudizio.
Non per capire la Persona.
Ma per permetterle di sentirsi di nuovo intera mentre si racconta.
E poi entra Thomas Gordon.
Perché la relazione non resta solo dentro.
Diventa parole.
Diventa modo di parlare con il figlio.
Diventa possibilità concreta di cambiare la dinamica.
🌿 E qui succede la cosa importante
Il genitore non esce con “la soluzione”.
Esce con qualcosa di diverso.
Un modo diverso di stare dentro la relazione.
E questo, piano piano, cambia anche il resto.
💡 Non è perfezione
Non è diventare il genitore giusto.
Non è non sbagliare più.
È tornare a non perdersi completamente dentro la relazione.
🔚 In sintesi
Io non lavoro sul problema.
Lavoro con la Persona.
Dentro la relazione.
Perché è lì che tutto si muove.
E quando la Persona cambia modo di stare nella relazione…anche la relazione con il figlio inizia a cambiare.



