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Semplicità e umanità: La risposta che non mi aspettavo
Di una risposta che non mi aspettavo, di due sedie e di quello che si riesce a raccontare solo a certe persone. Qualche settimana fa ho fatto una domanda a una persona che aveva partecipato ad alcuni miei incontri. Le ho chiesto: secondo te, cosa caratterizza il mio modo di lavorare? Un po' me l'aspettavo, la risposta. Il metodo, gli strumenti, l'ascolto, la comunicazione efficace. Qualcosa di tecnico, insomma. Qualcosa che avesse a che fare con tutto quello che ho studiato.
Elena Serbin
8 ago


Perché essere genitori oggi sembra così difficile (e non è colpa tua)
C'è una frase che sento spesso, in studio, detta quasi sottovoce, come se fosse una confessione: "Sto facendo tutto quello che posso. Ma non funziona." E da lì, quasi sempre, parte qualcos'altro. Il dubbio su di sé. Sulle proprie capacità. Sul modo in cui si reagisce, ogni giorno, a un figlio che chiede, chiede, chiede. Non è che i bambini sono diventati più difficili È che intorno ai genitori, oggi, ci sono troppe voci. Un giorno leggi che devi essere più fermo. Il giorno do
Elena Serbin
10 lug


Brava mamma per chi?
Winnicott parlava di "madre sufficientemente buona". Non brava. Non perfetta. Sufficientemente buona. E c'è chi ha perfino provato a misurarla, questa cosa. Ed Tronick, studiando madri e bambini, ha scoperto che le madri sono davvero in sintonia con i loro figli solo un terzo del tempo. Un terzo del tempo sbagliano. E in un altro terzo... riparano. Tornano. Riconoscono. E i bambini che crescono meglio non sono quelli delle madri sempre sintonizzate — che non esistono — ma que
Elena Serbin
2 lug


“Non lo so” è una risposta vera
Arrivi a casa distrutto. Testa piena, corpo scarico, voglia di zero parole. Qualcuno ti chiede: “Come stai?” E tu: “Bene.” Ma non è vero. Non è una bugia cattiva. È una scorciatoia. Perché spiegare davvero come stai richiede energia. E tu, quell’energia, in quel momento non ce l’hai. Poi succede una cosa strana: passano dieci minuti, mezz’ora, magari un’ora… e capisci. Capisci che eri triste. O arrabbiato. O confuso. O semplicemente troppo stanco per sentire qualsiasi cosa. E
Elena Serbin
30 giu


IL PARENT COUNSELLING NON é DARE RISPOSTE
Ci sono momenti in cui un genitore si ferma e pensa: “Ma cosa sto facendo?” E subito dopo arriva il resto: ho urlato di nuovo mi sono promessa che non l’avrei fatto mio figlio non mi ascolta più oppure ascolta tutti tranne me e io non capisco più che madre/padre sto diventando E dentro, spesso, c’è una cosa ancora più pesante: la colpa. La colpa di aver detto troppo. La colpa di aver detto male. La colpa di aver dato uno schiaffo e poi pentirsene subito dopo. La colpa di non
Elena Serbin
30 giu


Quando non ti riconosci. E gli altri si.
Succede una cosa interessante quando qualcuno vede in te qualcosa che tu non vedi ancora. Non è solo imbarazzo. È proprio fastidio. Una mamma, durante un percorso, mi ha detto: “Mi dà fastidio non capire qualcosa di me. Ma ancora di più quando lo vedi tu… e io no.” E lì c’è un punto importante. Non è solo: “non me ne sono accorta.” È qualcosa di più profondo: “Com’è possibile che io non mi conosca così bene?” E questa domanda punge. Perché tutti, in fondo, vogliamo sentirci p
Elena Serbin
26 giu


COME LAVORO DAVVERO CON I GENITORI
Quando un genitore arriva da me, non arriva mai “ordinato”. Arriva dentro qualcosa. Confusione.Fatica.Colpa.A volte rabbia.A volte solo stanchezza. E quasi sempre una frase sotto: “Non so più cosa fare.” Non partiamo mai dal capire subito. Non avrebbe senso. 👂 Si parte da un’altra cosa Si parte dalla relazione. Da come la Persona sta dentro quello che sta vivendo. Mi impegno a non stare davanti al problema. Con la persona. Dentro il suo modo di stare in quella relazione con
Elena Serbin
26 giu
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