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Semplicità e umanità: La risposta che non mi aspettavo
Di una risposta che non mi aspettavo, di due sedie e di quello che si riesce a raccontare solo a certe persone. Qualche settimana fa ho fatto una domanda a una persona che aveva partecipato ad alcuni miei incontri. Le ho chiesto: secondo te, cosa caratterizza il mio modo di lavorare? Un po' me l'aspettavo, la risposta. Il metodo, gli strumenti, l'ascolto, la comunicazione efficace. Qualcosa di tecnico, insomma. Qualcosa che avesse a che fare con tutto quello che ho studiato.
Elena Serbin
8 ago


Grazie, figlio, che mi porti dove posso incontrarmi
Del giudice interiore, di un no al supermercato e di come la relazione con i nostri figli ci fa incontrare noi stessi. C’è un luogo magnifico che tuo figlio ti fa incontrare. Attenzione: non è il supermercato. Il supermercato è solo il palcoscenico. Il luogo magnifico è quello che si apre dentro di te mentre la scena accade — il posto dove, se vuoi, puoi incontrare te stessa. Tu sei lì, gli dici “no, questo giocattolo non te lo prendo” e inizia la tragedia. Quel no a tuo figl
Elena Serbin
3 ago


Perché al mattino hai pazienza e la sera no (e non significa che sei incoerente)
Se sei arrivata qui cercando "perché urlo sempre con mio figlio" o "come arrabbiarmi di meno", o se ti capita di pensare "sono sempre stanca" e "litigo sempre con lui, e non ne posso più" — fermati un minuto, questo articolo è per te. Stamattina il piatto mezzo pieno di colazione non ti ha detto niente. L'hai visto, hai sorriso, hai versato quel poco di latte rimasto nel lavandino e sei andata avanti. Stasera lo stesso piatto — la stessa mezza porzione lasciata lì — ti ha fat
Elena Serbin
20 lug


Perché essere genitori oggi sembra così difficile (e non è colpa tua)
C'è una frase che sento spesso, in studio, detta quasi sottovoce, come se fosse una confessione: "Sto facendo tutto quello che posso. Ma non funziona." E da lì, quasi sempre, parte qualcos'altro. Il dubbio su di sé. Sulle proprie capacità. Sul modo in cui si reagisce, ogni giorno, a un figlio che chiede, chiede, chiede. Non è che i bambini sono diventati più difficili È che intorno ai genitori, oggi, ci sono troppe voci. Un giorno leggi che devi essere più fermo. Il giorno do
Elena Serbin
10 lug


Brava mamma per chi?
Winnicott parlava di "madre sufficientemente buona". Non brava. Non perfetta. Sufficientemente buona. E c'è chi ha perfino provato a misurarla, questa cosa. Ed Tronick, studiando madri e bambini, ha scoperto che le madri sono davvero in sintonia con i loro figli solo un terzo del tempo. Un terzo del tempo sbagliano. E in un altro terzo... riparano. Tornano. Riconoscono. E i bambini che crescono meglio non sono quelli delle madri sempre sintonizzate — che non esistono — ma que
Elena Serbin
2 lug


“Non lo so” è una risposta vera
Arrivi a casa distrutto. Testa piena, corpo scarico, voglia di zero parole. Qualcuno ti chiede: “Come stai?” E tu: “Bene.” Ma non è vero. Non è una bugia cattiva. È una scorciatoia. Perché spiegare davvero come stai richiede energia. E tu, quell’energia, in quel momento non ce l’hai. Poi succede una cosa strana: passano dieci minuti, mezz’ora, magari un’ora… e capisci. Capisci che eri triste. O arrabbiato. O confuso. O semplicemente troppo stanco per sentire qualsiasi cosa. E
Elena Serbin
30 giu


IL PARENT COUNSELLING NON é DARE RISPOSTE
Ci sono momenti in cui un genitore si ferma e pensa: “Ma cosa sto facendo?” E subito dopo arriva il resto: ho urlato di nuovo mi sono promessa che non l’avrei fatto mio figlio non mi ascolta più oppure ascolta tutti tranne me e io non capisco più che madre/padre sto diventando E dentro, spesso, c’è una cosa ancora più pesante: la colpa. La colpa di aver detto troppo. La colpa di aver detto male. La colpa di aver dato uno schiaffo e poi pentirsene subito dopo. La colpa di non
Elena Serbin
30 giu


Quando non ti riconosci. E gli altri si.
Succede una cosa interessante quando qualcuno vede in te qualcosa che tu non vedi ancora. Non è solo imbarazzo. È proprio fastidio. Una mamma, durante un percorso, mi ha detto: “Mi dà fastidio non capire qualcosa di me. Ma ancora di più quando lo vedi tu… e io no.” E lì c’è un punto importante. Non è solo: “non me ne sono accorta.” È qualcosa di più profondo: “Com’è possibile che io non mi conosca così bene?” E questa domanda punge. Perché tutti, in fondo, vogliamo sentirci p
Elena Serbin
26 giu


COME LAVORO DAVVERO CON I GENITORI
Quando un genitore arriva da me, non arriva mai “ordinato”. Arriva dentro qualcosa. Confusione.Fatica.Colpa.A volte rabbia.A volte solo stanchezza. E quasi sempre una frase sotto: “Non so più cosa fare.” Non partiamo mai dal capire subito. Non avrebbe senso. 👂 Si parte da un’altra cosa Si parte dalla relazione. Da come la Persona sta dentro quello che sta vivendo. Mi impegno a non stare davanti al problema. Con la persona. Dentro il suo modo di stare in quella relazione con
Elena Serbin
26 giu


Due adulti, un figlio o figlia, e l’illusione di essere uguali
Conflitto o sorpresa del conflitto? Due persone si incontrano. Si piacciono. Si scelgono. E, senza dirlo davvero, danno per scontato una cosa: “Vediamo il mondo allo stesso modo.” Non è vero. Non lo è mai. Come puoi pensarlo? Neppure tu stesso puoi guardare per due volte il mondo nello stesso modo. Ma finché siete solo in due, la cosa regge. Perché potete negoziare, evitare, rimandare, evitare di vedere, tralasciare e via cosi. Potete chiamare “amore” anche una certa dose di
Elena Serbin
26 giu


Non tutto si può dare subito
Una testimonianza per i genitori che temono di sbagliare Essere genitori significa anche convivere con una domanda scomoda:“E se sto sbagliando?” Succede quando tuo figlio ti chiede qualcosa che non puoi – o non riesci – a dargli. Succede quando lo vedi frustrato, arrabbiato, deluso. E succede anche quando, dentro, senti salire una rabbia antica: verso i tuoi genitori, verso ciò che a te è mancato. Non tutto quello che accade ai nostri figli trova subito un senso. E non tutto
Elena Serbin
26 giu


La verità è che non sappiamo niente
E se smettessimo di giudicare, gli adolescenti potrebbero respirare. Vieni, che ti do una lezione di vita. Scherzo. Ti racconto solo una cosina successa ieri e da cui ho imparato molto. Niente teorie. Gruppo di adolescenti, giovani ragazze dopo l’allenamento di pallavolo, cerchio, tutte compresa me per terra nello spogliatoio. Tema: Giudizio. A un certo punto mi restano addosso alcune frasi: “Quando penso alla parola giudizio, subito dopo mi viene essere me stessa… e subito d
Elena Serbin
26 giu


Confidenza
Imparare a fidarsi Ci sono testi che tornano. Non perché vadano aggiornati, ma perché oggi li sento ancora più veri. Questo parla di fiducia, di paura, di bambini e di quella forza silenziosa che continua ad agire in noi, anche quando non ce ne accorgiamo. “Quando faccio il gioco della confidenza, ho sempre un po’ di paura, anzi tanta! Sento di avere paura, perché potrei farmi molto male e so che non appena inizio a cadere la paura non c’è più, perché è solo all’inizio, solo
Elena Serbin
26 giu


Counseling e comunità: la mia bussola interiore
Ciao! Grazie di essere qui con me. :) Spero che qui potrai sentirti bene, ispirato.. fammi sapere. Questo che trovi qui è uno dei primi testi che ho scritto, buona lettura! Sono Counsellor da qualche anno, ma nella vita lo sono sempre stata: aiuto le persone a diventare ciò che sentono di essere. Che forza! Avessi saputo prima che questa è la sintesi del benessere emotivo, non avrei passato tanto tempo a star male 😄 Credo che il Counselling oggi serva più che mai. Più lo esp
Elena Serbin
26 giu


La vita è mia
Ciò che gli adolescenti stanno chiedendo ai loro genitori Ieri sera sono tornata a casa con una frase che continuava a risuonarmi dentro. L’ha detta una ragazza di sedici anni, durante un workshop con alcune adolescenti. Una frase semplice, detta quasi di passaggio, eppure cosi capace di aprire uno spazio enorme dentro di me. Lei. Tutta tutta energia. Occhi color nocciola, capelli rossi intrecciati, pelle chiara. Si muove, si agita un po’. Dentro di lei la vita è evidente, qu
Elena Serbin
26 giu


C’è una saggezza in noi che non abbiamo imparato
Da bambina amavo il riso duro, perché riuscivo a sentire ogni chicco in bocca. La mela verde mi faceva venire l’acquolina e strizzare forte gli occhi. Mi piaceva correre in bici molto veloce, con addosso insieme paura e felicità, così sapevo che potevo correre e stare attenta allo stesso tempo. Facevo le cose perché per me avevano senso. Ricordo anche un’altra cosa. Quando gli adulti mi dicevano che ero “schiocchina” o “intelligente”, io non capivo. Per me le cose che facevo
Elena Serbin
16 feb
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